Pubblicato il 2026-06-26 · Fonte: NVD NIST
La vulnerabilità CVE-2026-2053 colpisce il componente di flusso dei messaggi del WSO2 API Manager, che non valida sufficientemente l'input utente nei header WS-Addressing. Ciò consente a un attaccante di manipolare questi header per specificare destinazioni arbitrarie per le richieste originate dal server. La CVSS Score di 8,3 indica un impatto alto. La CWE-918 identifica il problema come una mancanza di validazione dell'input utente.
Un attaccante può sfruttare questa vulnerabilità per controllare la destinazione delle richieste originate dal server del WSO2 API Manager, ottenendo così l'accesso non autorizzato a risorse di rete interne o servizi normalmente inaccessibili dalle reti esterne. Ciò può avere gravi conseguenze sulla sicurezza della rete e dei dati.
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Per mitigare questa vulnerabilità, è consigliabile applicare patch di sicurezza ufficiali non appena disponibili. In alternativa, è possibile implementare workaround come la limitazione dell'accesso al WSO2 API Manager o la configurazione di regole di firewall per bloccare le richieste sospette. È fondamentale mantenere aggiornati i sistemi e applicare le migliori pratiche di sicurezza per prevenire attacchi.
La vulnerabilità CVE-2026-2053 è una debolezza nel WSO2 API Manager che consente la manipolazione dei header WS-Addressing per accedere a destinazioni arbitrarie.
L'impatto della vulnerabilità è l'accesso non autorizzato a risorse di rete interne o servizi normalmente inaccessibili dalle reti esterne.
Per proteggersi, è consigliabile applicare patch di sicurezza ufficiali, limitare l'accesso al WSO2 API Manager e configurare regole di firewall per bloccare le richieste sospette.
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