Pubblicato il 2026-07-16 · Fonte: NVD NIST
La vulnerabilità CVE-2026-63306 è una vulnerabilità di server-side request forgery (SSRF) presente in stoatchat, che consente agli attaccanti di inviare richieste arbitrarie a endpoint interni senza alcuna validazione. Ciò avviene a causa della mancanza di filtraggio della risoluzione DNS e della validazione degli indirizzi IP privati negli endpoint /proxy e /embed. La CVSS Score di 8.6 indica un impatto alto.
Un attaccante può sfruttare questa vulnerabilità per enumerare servizi interni, rilevare applicazioni e accedere agli endpoint di metadata delle istanze, aumentando così la possibilità di accesso non autorizzato alle infrastrutture interne. Inoltre, gli attaccanti possono utilizzare catene di reindirizzamento per raggiungere sistemi interni, ampliando il raggio d'azione dell'attacco.
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Per mitigare questa vulnerabilità, si consiglia di aggiornare stoatchat alla versione 0.13.5 o successiva. In assenza di un aggiornamento disponibile, è importante implementare pratiche di sicurezza generiche come il monitoraggio delle richieste in ingresso e in uscita, la limitazione dell'accesso agli endpoint sensibili e l'implementazione di un sistema di prevenzione delle intrusioni.
La vulnerabilità CVE-2026-63306 è una vulnerabilità di server-side request forgery (SSRF) in stoatchat che consente agli attaccanti di inviare richieste arbitrarie a endpoint interni.
La vulnerabilità può consentire agli attaccanti di accedere a servizi interni, rilevare applicazioni e raggiungere endpoint di metadata delle istanze, aumentando il rischio di accesso non autorizzato alle infrastrutture interne.
Per proteggersi, è consigliabile aggiornare stoatchat alla versione 0.13.5 o successiva e implementare pratiche di sicurezza generiche come il monitoraggio delle richieste e la limitazione dell'accesso agli endpoint sensibili.
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