Pubblicato il 2026-07-23 · Fonte: NVD NIST
La vulnerabilità CVE-2026-15212 è stata scoperta nel plugin WPO365 per WordPress, che consente di eseguire attacchi di Cross-Site Request Forgery (CSRF). Ciò è dovuto alla mancanza di controllo sulle richieste Ajax, che possono essere inviate da pagine di origine diversa. La versione interessata è la 43.2. La vulnerabilità può essere sfruttata per sovrascrivere opzioni del plugin, tra cui l'abilitazione dell'endpoint SCIM REST e l'impostazione di un ruolo di amministratore per nuovi utenti.
Un attaccante può sfruttare questa vulnerabilità per eseguire azioni non autorizzate sul sito web, come l'abilitazione dell'endpoint SCIM REST o l'impostazione di un ruolo di amministratore per nuovi utenti. Ciò può portare a un accesso non autorizzato al sito web e ai suoi dati. I sistemi a rischio sono quelli che utilizzano il plugin WPO365 per WordPress, in particolare le versioni fino alla 43.2.
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Per mitigare questa vulnerabilità, si consiglia di aggiornare il plugin WPO365 alla versione più recente disponibile. Inoltre, è importante implementare misure di sicurezza generali, come l'utilizzo di token di sicurezza e la validazione delle richieste Ajax. È anche consigliabile monitorare regolarmente il sito web per rilevare eventuali attacchi di CSRF.
La vulnerabilità CVE-2026-15212 è una vulnerabilità di Cross-Site Request Forgery (CSRF) nel plugin WPO365 per WordPress
L'impatto della vulnerabilità è alto, con un CVSS Score di 8.8, e può portare a un accesso non autorizzato al sito web e ai suoi dati
Per proteggersi da questa vulnerabilità, si consiglia di aggiornare il plugin WPO365 alla versione più recente disponibile e implementare misure di sicurezza generali, come l'utilizzo di token di sicurezza e la validazione delle richieste Ajax
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